Prosegue il progetto di conservazione dell'ululone appenninico a ventre giallo : riportati in natura altri 33 esemplari.

Da metà luglio, il nuovo habitat umido realizzato dalla Riserva, attendeva i suoi nuovi inquilini: un cospicuo gruppo di ululoni appenninici, allevati e cresciuti nelle strutture controllate del Bioparco di Roma.

Lo scorso martedì sono finalmente arrivati, accompagnati dai loro “padri adottivi” (i tecnici del rettilario del Bioparco), ben 33 esemplari di ululone appenninico (Bombina pachypus) – una tra le specie di anfibi più minacciate nel Lazio, con popolazioni sempre più esigue e localizzate.

Proprio con l’intento di scongiurare la scomparsa dell’ululone appenninico a ventre giallo la Riserva, il Bioparco e UniRoma3 hanno attivato un progetto di conservazione pluriennale che combina interventi di miglioramento dell’habitat (per lo più accorgimenti per aumentare la disponibilità d’acqua nei siti riproduttivi) – con un programma di ripopolamento delle popolazioni esistenti, mediante esemplari allevati in cattività ma originati da una parte di uova prelevate negli stessi siti della Riserva.

Oggi a distanza di 4 anni dall’ultimo rilascio di ululoni allevati in cattività, vediamo che il numero di individui maturi presenti nei siti di intervento, è aumentato rispetto al numero medio degli stessi prima dei ripopolamenti – e in un caso è più che raddoppiato.

Ma l’ululone è tutt’altro che fuori pericolo; perciò occorre continuare il ripopolamento di questa specie, proteggere i siti esistenti e combattere i fenomeni di scomparsa dell’habitat, dovuti sia a cause naturali (come la diminuzione dell’acqua ed i cambiamenti climatici), sia alla trasformazione del territorio operata dall’uomo.

La realizzazione del nuovo sistema di pozze è stata possibile grazie al convinto coinvolgimento dell’Università Agraria di Vallecupola, che ha messo a disposizione parte del proprio territorio per la sopravvivenza dell’ululone appenninico – e anzi possiamo dire che questo anfibio rappresenta un prezioso elemento della biodiversità dei paesaggi agricoli tradizionali. Alla giornata hanno partecipato gli staff di tutti i soggetti coinvolti nel progetto di conservazione di questa rara specie: per il Dipartimento di Scienze di Roma Tre, il Prof. Marco Bologna in qualità di responsabile scientifico del progetto, insieme al ricercatore Leonardo Vignoli; per il Bioparco di Roma, sono intervenuti il presidente e divulgatore scientifico Francesco Petretti, il curatore generale Yitzhak Yadid e il responsabile del rettilario Daniele Macale; per la Riserva Naturale erano presenti il presidente Giuseppe Ricci, il direttore Vincenzo Lodovisi, il naturalista e responsabile del progetto di conservazione Andrea Pieroni e il responsabile dello sviluppo sostenibile Giovanni Piva.

Nutrita anche la delegazione dell’Università Agraria di Vallecupola, rappresentata dal Presidente Giuliano Picchi, accompagnato da un nutrito gruppo di amministratori e cittadini del centro sabino.

Immagini allegate:





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