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Flora

Il paesaggio vegetale della Riserva Naturale ricalca quello tipico della catena dell’Appennino centrale, e coerentemente con la morfologia del rilievo, è prevalentemente rappresentato da boschi montani e submontani.
Le faggete più estese si trovano nei versanti nord-orientali dei monti Navegna e Cervia, a quote comprese tra i 1000 e i 1500 metri, mentre laddove l’esposizione alla radiazione solare è più intensa, il faggio cede il posto al carpino nero.
Si trovano faggete anche a quote inferiori, in particolare lungo i torrenti o nelle valli incassate, ma in associazione con il carpino bianco ed il cerro.
Altri boschi ben rappresentati nella Riserva sono i boschi di carpino nero e le cerrete. I primi, come accennato sopra, si sviluppano sui versanti acclivi dei rilievi aventi esposizione occidentale e/o meridionale, spesso in condizioni di suolo superficiale e abbondante pietrosità.
Nelle stazioni meno elevate e con esposizione meridionale, aumentano le specie termofile ed il carpino nero viene affiancato e sostituito dalla roverella.
La cerreta costituisce la tipologia forestale maggiormente rappresentata in Riserva: il cerro occupa il settore orientale e settentrionale della dorsale Navegna-Filone-Cervia, immediatamente al di sotto del faggio. Tra questi boschi sono presenti cerrete di alto fusto di notevole valore naturalistico.
Sono inoltre presenti estesi castagneti da frutto, coltivati da tempi antichissimi, che raggiungono in alcune aree dimensioni notevoli, ormai parte integrante del paesaggio storico-tradizionale dell’area naturale protetta.
Lungo gli alvei dei fiumi (e dei laghi) del Turano e del Salto sono presenti dei boschi igrofili aventi copertura discontinua a salice bianco e pioppo bianco; mentre nei torrenti con portata ridotta o assente durante l’estate, la vegetazione ripariale è costituita da boscaglie con prevalenza di salice purpureo.
Altre formazioni vegetali non boschive presenti nell’area protetta sono gli arbusteti di ginepro, che presumibilmente rappresentano uno stadio preforestale dei boschi a carpino nero; gli arbusteti termofili dominati da ginestra comune e ginestra dei carbonai; le praterie aride dei rilievi calcarei e la vegetazione rupestre che colonizza le fessure tra le rocce calcaree nelle vette della Riserva.
Per quanto concerne gli aspetti floristici, sono state segnalate nella Riserva oltre 900 specie vegetali, il loro accorpamento sulla base delle forme biologiche rivela la dominanza delle emicriptofite (41,6%), in accordo con la posizione geografica dell’area e delle quote dei rilievi. Dall’analisi dello spettro corologico emerge la prevalenza della componente eurasiatica (29,9%) e di quella eurimediterranea (18,7%). Tutt’altro che trascurabile la percentuale delle specie endemiche (3,6%), concentrate per lo più negli ambienti rupestri e nei prati-pascoli con affioramenti rocciosi.
In conclusione va evidenziata l’importanza della R.N. Monti Navegna e Cervia come nodo della rete ecologica regionale, in quanto le diverse tipologie ambientali presenti hanno generalmente un buon grado di naturalità e sono in connessione con altre aree protette o di pregio naturalistico (ad es. Parco Regionale dei Monti Lucretili, ZPS gole del Farfa corso medio-alto, SIC gole del Salto e Turano, SIC complesso del Monte Nuria e Nurietta, SIN valle di Malito).

Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia